Friday Heirloom 108: Museum Magnetism ENGLISH/ITALIANO

Friday Heirloom 108: Museum Magnetism ENGLISH/ITALIANO

Every single evidence of the past (…) questions me: who am I with respect to this humanity? Do I still have the same respect for life and nature? The same tenacity and the same “hunger”? (Lorenzo Nigro, Gerico)

My home country of Italy, also known as a museum goer’s Mecca, looks after thousands of museums and sites of historical relevance. When it comes to how it does it, a (huge) set of norms and regulations allow our museums to operate (or, at best, survive).

Yes, as we enter 2020, as a country we can’t still seem to face our biggest fear: how do we best open our cultural sites to the people? Or, better, how do we invite people to our cultural sites in the most genuine yet culturally relevant way?

Most museums in the United States are magnetic. When I was there from 2012 to 2016 I couldn’t get enough of them. They often offered plenty of activities for everyone and I could spend an entire day between their galleries, libraries, cafés, terraces and gardens. In the U.S., when it comes to museums, I believe one would rather pay a higher admission fee for a show that is well presented and well marketed than spend less on something mediocre. (I wish this principle was applicable in my country, too!)

Some French museums are also magnetic. Although with fewer private resources, they look healthy (at least financially) and they market themselves quite well. I am specifically referring to most Parisian museums.

In other words, in both cases marketing is involved. Marketing works magically when you’re trying to get people through your doors as you’re really presenting your museum to a specific (possibly wide) group of people.

More is better when is done well. Wouldn’t you agree? But too much is never good.

When, for instance, you focus on your appearance to the world more than you do on your programming, there’s a problem. When your people do not represent your visitors, there’s another deeper problem. When you can’t stand on your feet, you close your doors for good, as it will soon happen for the Newseum in Washington D.C. (and it sometimes happens everywhere). Every day museums big and small in all parts of the world have to face the harsh reality and decide it’s not doable anymore. Crude, hard, sad; true.

Anyways, yes, some museums are failing at marketing. Others don’t market themselves at all in Italy: the resources won’t allow it, bureaucracy won’t allow it, the people, themselves, will not allow it, many of them being stuck in old ways of doing things because that’s-how-it’s-always-been-done and if it-has-worked-so-far-it-will-always-work.

There’s little motivation to try new things, fail, do better. Our museums are shy temples of beauty, and in order to thrive, stay relevant and live to serve the public they must take risks. They must FAIL sometimes! It’s imperative.

So while American museums, British museums, Canadian museums are diving deeper into topics like climate change, personal wellbeing, human rights, Italian museums are sleeping their beauty away.

Just recently I witnessed a debate on engagement on Twitter. What is “engagement” and why is it worth spending time on when it comes to the museum field?

As @artlust puts it in her recent blog,

“Experience and engagement are a bit linked. A good experience is usually engaging. Engaging is a word that overlaps welcoming, interesting, surprising, and audience-appropriate. Engaging and experience are absolutely in the eye of the beholder if you will. Death metal will not be engaging to me even if performed in the loveliest place on the planet by the loveliest people with the greatest visitor experience strategies. We all have things that no effort will sell. So, engagement is about connecting some people.”

And how do we make sure we engage the public? By staying magnetic. Museum magnetism will keep museums afloat. It’s the ability to capture people’s attention through charisma and personality. It’s the skill of making bold statements, taking relevant positions, being un-neutral. (Good luck with that.)

TESTO ITALIANO

Friday Heirloom 108: Magnetismo Museale

Ogni reperto trovato dall’archeologo (…) mi interroga: chi sono io rispetto a questa umanità? Ho ancora lo stesso rispetto per la vita e la natura? La stessa tenacia e la stessa “fame”? (Lorenzo Nigro, Gerico)

La mia patria, l’Italia, si occupa di migliaia di musei e siti di interesse storico. Per quanto riguarda il “come” lo faccia, una (vasta) serie di norme e regolamenti consente a molti dei nostri musei di operare (o, nel migliore dei casi, sopravvivere).

Sì, sebbene quasi nel 2020, come paese non riusciamo ancora ad affrontare la nostra più grande paura: come possiamo aprire al meglio i nostri siti culturali alla gente? O meglio, come possiamo portare la gente nei nostri siti culturali nel modo più genuino ma più culturalmente rilevante possibile?

La maggior parte dei musei negli Stati Uniti sono magnetici. Quando ero lì dal 2012 al 2016 non ne avevo mai abbastanza. Spesso i musei offrivano diverse attività, per tutti, e passavo intere giornate tra gallerie, biblioteche, bar, terrazze e giardini. Negli Stati Uniti, quando si tratta di musei, credo che uno preferirebbe pagare una prezzo di ammissione più alto per una mostra ben presentata e ben commercializzata piuttosto che spendere meno per qualcosa di mediocre. (Vorrei che questo principio fosse applicabile anche nel mio paese!)

Anche alcuni musei francesi sono magnetici. Sebbene con meno risorse private, sembrano in salute (almeno finanziariamente) e si commercializzano abbastanza bene. Mi riferisco in particolare alla maggior parte dei musei parigini.

In altre parole, in entrambi i casi è coinvolto il marketing. Esso funziona magicamente quando stai cercando di far passare la gente attraverso le tue porte, presentando davvero il tuo museo ad un gruppo specifico (possibilmente ampio) di persone.

“Più” è “meglio” quando si fa bene. Non siete d’accordo? Ma il “troppo” non è mai bene.

Quando, ad esempio, ci si concentra sul proprio aspetto al mondo più che sui programmi educativi, c’è un problema. Quando la comunità museale non rappresenta i visitatori del museo, c’è un altro, più profondo, problema. Quando non si riesce a stare in piedi si chiudono le porte per sempre, come accadrà presto per il Newseum di Washington D.C. (e talvolta succede ovunque). Ogni giorno musei grandi e piccoli in tutte le parti del mondo devono affrontare la dura realtà e decidere che non è più possibile andare avanti. Cruda, dura, triste verità.

Ad ogni modo, sì, alcuni musei falliscono nel marketing. Altri non fanno per nulla marketing, invece: le risorse non lo permettono, la burocrazia non lo consente, le persone stesse lo impediscono, essendo molte di esse ferme ai vecchi modi di fare le cose perché “è sempre stato fatto in questo modo” e “se ha funzionato fino ad ora funzionerà sempre”.

C’è poca motivazione a provare cose nuove, a sbagliare e a fare di meglio. I nostri musei sono timidi templi di bellezza e per prosperare, essere rilevanti ed operare servendo il pubblico devono correre dei rischi. Devono SBAGLIARE a volte! È imperativo.

Quindi mentre i musei americani, i musei britannici, i musei canadesi stanno approfondendo e trattando argomenti come il cambiamento climatico, il benessere personale e i diritti umani, i musei italiani dormono nella loro bellezza.

Di recente ho assistito a un dibattito sull’engagement su Twitter. Che cos’è il “coinvolgimento” e perché vale la pena parlarne in campo museale?

Come dice @artlust nel suo recente post,

“Esperienza e coinvolgimento sono un po’ collegati. Una buona esperienza è di solito coinvolgente. Coinvolgere è una parola che si sovrappone ad accogliente, interessante, sorprendente e adatto al pubblico. Coinvolgimento ed esperienza sono assolutamente negli occhi di chi guarda. Il death metal non mi coinvolgerà anche se eseguito nel posto più bello del pianeta dalle persone più brave con le migliori strategie di esperienza dei visitatori. Tutti abbiamo cose che possiamo “vendere” senz’alcuno sforzo. Quindi, il coinvolgimento riguarda il legame che si crea con/fra alcune persone.”

E come possiamo assicurarci di “coinvolgere” il pubblico? Restando magnetici. Il magnetismo museale terrà a galla i musei. È la capacità di catturare l’attenzione delle persone attraverso carisma e personalità. È la capacità di fare affermazioni audaci, assumere posizioni pertinenti, essere neutrali. (Buona fortuna.)

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