Friday Heirloom 2020

Friday Heirloom 113: The Milk of Life (Sanity in the Age of Coronavirus) ENGLISH/ITALIANO

How does it feel to be on your own, with no direction home, like a complete unknown, like a rolling stone? (Bob Dylan)

If anyone had told me that I’d have spent the start of the spring in my room I’d never have believed it. And yet, only a couple of months into 2020 and we’ve seen fires devastating Australia, a World War III threat and the spread of Coronavirus all over the world. And I feel the weight of all this heavily on my shoulders, both personally and professionally.

Rome looks as still as a Magritte painting and as quiet as an empty theatre. And we are, generally, one loud population! (Yes, people singing and dancing on their balconies perfectly personifies the deep soul of my home country…).

My truth in all this is that there’s no God. The Universe has its own ways to stop confusion and make noise. And I wonder if we’ve done too much to this Earth and if we deserve all this. Nature has always given us more than we need but it’s never been enough and maybe what we’re going through is the result of our selfish nature.

I’m sorry. I truly am. I’m bleeding for my country and for what the world is going through right now. I am bitter.

A person trying to push a Church door in Rome… It won’t open.

I’ve never received so many emails and seen so many cancellations and plans falling through during my career. While we all crave wellbeing and sanity, we must also be cautious and practice social distance… with virtual closeness. Our lives are all profoundly tied and it’s scary how quickly information has been spreading. We’re going through a global health crisis and it is REAL, though less scary if we think we’re in it together.

Just like anything, what is affected first? Collective gathering spaces like churches and museums. (But who decides? The professionals? The visitors? The government? Big money people?.)

Closing museums has been one of the first measures implemented all over the planet. Right: little money, big decisions. But why? Well, us Millennial visitors are probably the category that is most vulnerable of catching Covid-19 since we’re known to move around easily and quickly. (And: we go to museums.) I’m sure, although I hope I’m wrong, this will have a huge impact on our psyche, not to think about the impacts of it on a global scale.

Though, now we’re saving lives by staying home. We’re looking at the sun from our couches and balconies and still managing to be thankful, somehow. Yes, we can and should and must still be powerful from our couches. We should consider bringing up the quiet conversations and share the small successes. And we should also be able to walk away from the buzz: you’re no less valuable if you step back to take care of your inner peace, and you can use some of the energy left creatively by highlighting the positive initiatives around you and bringing value online.

Resilience is necessary in such troubled times because when you’re in the midst of the hail you think it will last forever. And although it can be hard to stay positive I try to keep busy and stay focused on my goals. I’m in fact using this white space for reflection and self-control.

A country is its museums and if ours are closed we’ll chill under the sun (Ara Pacis, Rome)

So I want to share with you this very moving clip by artist Marina Abramović (“My heart is with you, Italy”.)

Another truth is that, yes, although this country (like many other parts of the world) is bleeding we will rise up stronger than ever. I’m already thinking about the beauty of it when we’ll all be free again and we’ll be able to hug our dear ones and hold that all-local cappuccino in our hands.

The milk of life. Which no #iorestoacasa or other online campaign and initiative will ever replace.

TESTO ITALIANO

Friday Heirloom 113: Il latte della vita (Benessere nell’era del Coronavirus)

Se qualcuno mi avesse detto che avrei trascorso l’inizio della primavera nella mia stanza non ci avrei mai creduto. Eppure, siamo solo da un paio di mesi nel 2020 e abbiamo già visto incendi devastare l’Australia, la minaccia di una terza guerra mondiale e la diffusione del Coronavirus in tutto il mondo. E sento pesantemente il peso di tutto questo sulle mie spalle, a livello personale e professionale.

Roma sembra immobile come un dipinto di Magritte e silenziosa come un teatro vuoto. E siamo, generalmente, una popolazione rumorosa! (Sì, le immagini di gente che canta e balla sui balconi personificano perfettamente l’anima profonda del mio paese…).

La mia verità in tutto questo è che non c’è un Dio. L’universo ha i suoi modi per fermare la confusione e fare rumore. E mi chiedo se abbiamo fatto troppo a questa Terra e se ci meritiamo tutto questo. La natura ci ha sempre fornito più del necessario ma non è mai stato abbastanza e forse ciò che stiamo attraversando è il risultato della nostra natura egoista.

Mi dispiace. Davvero. Sto sanguinando per il mio paese e per quello che il mondo sta attraversando in questo momento. Sono amareggiata.

Non ho mai ricevuto così tante e-mail e visto così tante cancellazioni e piani fallire nel corso della mia carriera. Mentre tutti cerchiamo benessere e sanità mentale, dobbiamo anche essere cauti e praticare distanza sociale… con vicinanza virtuale. Le nostre vite sono profondamente legate ed è spaventoso quanto velocemente si siano diffuse le informazioni negli ultimi tempi. Stiamo attraversando una crisi sanitaria globale ed è REALE, sebbene meno spaventosa se pensiamo che ci siamo dentro insieme.

Proprio come qualsiasi cosa, chi ne paga le conseguenze prima di tutti? Gli spazi di raccolta collettiva, come le chiese ed i musei. (Ma chi decide? I professionisti? I visitatori? Il governo? I milionari?).

La chiusura dei musei è stata una delle prime misure attuate in tutto il pianeta. Giusto: poco capitale, grandi decisioni. Ma perché? Bene, noi visitatori (Millennials) siamo probabilmente la categoria più vulnerabile al Covid-19 poiché siamo noti per i nostri movimenti facili e rapidi. (E: andiamo anche ai musei). Sono sicura, anche se spero di sbagliarmi, che tutto ciò avrà un impatto enorme sulla nostra psiche, per non pensare agli impatti su scala globale.

Tuttavia, ora stiamo salvando delle vite rimanendo a casa. Stiamo guardando il sole dai nostri divani e balconi e stiamo cercando di essere grati, in qualche modo. Sì, possiamo e dovremmo e dobbiamo avere ancora potere dai nostri divani, avviando conversazioni silenziose e condividendo i piccoli successi. E dovremmo anche essere in grado di allontanarci dal ronzio: non si è meno lodevoli se si fa un passo indietro per prenderci cura del nostro benessere, e si può comunque usare parte dell’energia che ci resta in modo creativo, condividendo le tante iniziative positive intorno a noi e portando i nostri valori online.

La resilienza è necessaria in tempi così difficili perché quando si è in mezzo alla grandine si pensa che durerà per sempre. E anche se può essere difficile restare positivi, io cerco di tenermi occupata e di concentrarmi sui miei obiettivi. Sto infatti usando questo “spazio bianco” per la riflessione e l’autocontrollo.

Quindi voglio condividere con voi questa clip molto commovente dell’artista Marina Abramović (“Il mio cuore è con te, Italia”).

Un’altra verità è che, sì, anche se questo paese (come molte altre parti del mondo) sta sanguinando, risorgeremo più forti che mai. Sto già pensando alla bellezza di quando saremo di nuovo tutti liberi e potremo abbracciare i nostri cari e tenere in mano quel cappuccino locale.

Il latte della vita. Che nessun #iorestoacasa o altra campagna e iniziativa online potrà mai sostituire.

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